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Dr.ssa Silvia Colizzi, Psicologa 

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Articoli e recensioni

Il rapporto tra gruppo sanguigno e alimentazione. Un'interessante relazione genetico-biologica. Articolo scritto a due mani per il sito del Pt Virginio Filippi (2011)

Pubblicato il 24 aprile 2015 alle 15.30


Il sangue e la sua ‘storia’.

Il gruppo sanguigno dell’individuo è geneticamente determinato/ereditato alla nascita e presenta contributi da entrambi i genitori, che viene classificato tramite la presenza o l'assenza di antigeni sulla superficie dei globuli rossi (specie di antenne che sporgono sulla superficie delle cellule, formati a loro volta da uno stelo di supporto composto da molecole di zucchero e da un’estremità che funge da ricevente-trasmittente). Questi antigeni possono essere proteine, carboidrati, glicoproteine o glicolipidi dipendenti dal sistema di classificazione usato e alcuni di questi antigeni sono presenti anche sulla superficie di altri tipi di cellule di vari tessuti. La loro sensibilità è tale da garantire un efficiente e vigile sistema d’allarme.

Fino al 1901 si ignorava l'esistenza dei gruppi sanguigni. Gli studi di Karl Landsteiner hanno portato dapprima alla suddivisione del sangue nei vari gruppi sanguigni del sistema AB0 e successivamente, alla scoperta di altri fattori che distinguono i diversi tipi di sangue, quale ad esempio il fattore Rhesus (RH).

Nella storia della medicina si evidenziarono due principali antigeni sulle membrane dei globuli rossi del sangue: l’antigene A e l’antigene B.

Nel sistema AB0 (da leggersi A-B-zero) esistono quattro diversi gruppi sanguigni.

• Il gruppo 0 non possiede alcun antigene sulla membrana dei globuli rossi; mentre il plasma sanguigno possiede ambedue le agglutinine.

• Il gruppo A ha sui globuli rossi la presenza dell'antigene A, (chimicamente lo zucchero N-acetilgalattosammina) mentre nel plasma si riscontra la presenza dell'agglutinina beta (o anti-B) ed è diviso in due sottogruppi: A1, il più numeroso, e A2.[2]

• Il gruppo B invece è caratterizzato dalla presenza dell'antigene B (chimicamente galattosio) sui globuli rossi e dalla presenza dell'agglutinina alfa (o anti-A) nel plasma.

• Il gruppo AB presenta entrambi gli antigeni sui globuli rossi, ma nessuna agglutinina nel plasma.


Era il 1997 quando il Dr. Peter D’Adamo, con la collaborazione della Dr.ssa Catherine Whitney, diede luce ad uno studio sulla compatibilità tra alimenti e gruppo sanguigno.


”Eat right 4 your type”, uno dei libri del Dr. Peter D’Adamo

Se le conclusioni pratiche lasciano luogo alla discussione, le ricerche meritano attenzione per il costante appoggio su basi scientifiche.

L'evoluzione della specie umana e i gruppi sanguigni

Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa spinse il Dr. D’Adamo a indagare l’associazione alimenti- gruppo sanguigno.

Figlio del un naturopata James D’Adamo, Peter fu sensibilizzato all’importanza della storia evoluzionistica dell’uomo e proseguì gli studi del padre in questa direzione fino a fondare, negli anni ’80, la cosiddetta teoria dei gruppi sanguigni.

Lo studio dell’evoluzione umana ha evidenziato come i nostri antenati possedessero programmi biologici identici, ma che nel tempo si sono gradualmente adattati alle diverse condizioni ambientali, in cui i grandi gruppi umani trovavano la loro sistemazione..

Si è quindi scoperto che:

• Il tipo 0 è il gruppo più antico, il basilare, quello dei nostri antenati cacciatori. Le proteine della carne gli fornivano tutta l’energia di cui aveva bisogno. Possiede un sistema immunitario forte e reattivo.

• Il tipo A appartiene al momento in cui si verificarono gli stanziamenti nell’agricoltura e nell’allevamento degli animali. L’alimentazione con i cereali e lo stile di vita in strutture abitative associate provocò modificazioni a carico del sistema immunitario, con un suo potenziamento nei confronti di nuovi agenti estranei. Comparve l’antigene A.

• Il tipo B si ebbe nei primi stanziamenti sulle zone fredde e montagnose del Pakistan e dell’India, per sfuggire al clima torrido delle savane. Nasce il nomade, il bellicoso, il pastore con l’alimentazione che privilegia gli ovini e i prodotti del latte. Compare l’antigene B, caratteristicamente più raro nell’occidente europeo.

• Il tipo AB è il più recente e il più raro ma anche il più equilibrato. Eredita la tolleranza di entrambi i tipi A e B e si è quindi specializzato nella produzione di anticorpi. Se gli anticorpi prodotti in grande numero gli consentono una difesa migliore contro le infezioni, generano anche una certa difficoltà a riconoscere sostanze estranee in possesso di antigeni A o B.

Il fondamento biologico del rapporto fra alimenti e gruppo sanguigno

Tra sangue e cibo si verifica una reazione chimica che fa parte del nostro patrimonio genetico. Si è scoperto che il sistema digestivo e quello immunitario (ad esso strettamente connesso) conservano una predilezione per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al nostro, non solo a livello del tubo digerente per l’assorbimento e il trasporto attraverso l’apparato vascolare, ma anche al semplice contatto della mucosa orale e gastro-esofagea, ricche di enzimi e di antigeni di superficie.

Secondo studi recenti, particolari proteine denominate lectine, sono presenti negli alimenti, sulla mucosa del digerente (compresi i dotti epatici e pancreatici), sui microrganismi saprofiti che presiedono al processo digestivo e sui microrganismi patogeni. Ad esempio, le lectine di cui sono ricchi i microrganismi hanno la struttura di ventose che consentono loro di ancorarsi sulle mucose. Le lectine che tappezzano i dotti epatici, attraverso i quali la bile si riversa nel duodeno, possiedono una specie di tentacoli atti ad afferrare e bloccare batteri e parassiti.

Le lectine dell’apparato digerente, tuttavia, non sono per tutti della medesima composizione chimica. Esse seguiranno le caratteristiche che le apparentano agli antigeni A o B, presenti sulla membrana degli elementi figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi. (Nel gruppo 0 sono quindi assenti sia gli antigeni che le lectine ad essi simili). Ognuno di noi, quindi, sulla mucosa del tubo digerente sarà in possesso di lectine secondo il gruppo sanguigno a cui appartiene.

Quando ingeriamo un alimento contenente lectine incompatibili col nostro gruppo sanguigno (e quindi con quelle dell’apparato digerente) esse si sistemano in un organo (rene, fegato, stomaco, sistema nervoso centrale etc) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il latte, ad esempio, possiede lectine simili all’antigene B: se una persona di tipo A ne ingerisce, il suo sistema immunitario metterà subito in moto i meccanismi di difesa nel tentativo di eliminare l’intruso. Per fortuna la maggior parte delle lectine presenti nei cibi non è così pericolosa, sebbene possa causare una lunga sequela di problemi. Il 95% delle lectine alimentari viene allontanato senza problemi dall’organismo; il restante 5% però riesce a raggiungere il sangue innescando una serie di reazioni, fino alla distruzione dei globuli rossi.

Ma le lectine possono danneggiare le pareti dell’apparato digerente, scatenando una violenta infiammazione delle mucose che provoca disturbi simili a quelli di un’allergia alimentare, senza raggiungerne l’intensità. Si verifica quindi meteorismo, diarrea, stipsi, nausea, cefalea, vomito, ritenzione della quota liquida fino a una lenta eziologia neoplastica o cancerogena.

Popolazione italiana e frequenze gruppi sanguigni e fattore RH

0+       A+     B+     AB+     0−    A−    B−      AB−

40%  36%  7,5%  2,5%   7%   6%    1,5%   0,5%


Dieta dei gruppi sanguigni e medici che la sostengono. Una testimonianza.

Nell’ecovillaggio di Mogliazze (Pc) esercita Piero Mozzi, medico chirurgo «secondo natura», come ama definirsi lui stesso.

Secondo Mozzi tutto ruota intorno all’alimentazione, che deve essere adeguata per ogni gruppo sanguigno perché questo rappresenta l’imprinting di ogni individuo, indipendentemente dalla razza e dalla cultura. Nel momento in cui si abbandona la dieta che l’evoluzione naturale ha assegnato a ogni gruppo sanguigno – come abbiamo visto nella nascita dei diversi gruppi – si compie un errore alimentare che, se ripetuto, porterebbe all’insorgenza della malattia. Per esempio, spiega Mozzi, il consumo diffuso di cereali è alla base di molte gravi patologie autoimmuni presenti in tutti i gruppi sanguigni.

Il medico porta a suo sostegno il fatto che i popoli viventi allo stato naturale non si dedicano alla coltivazione dei cereali; si alimentano invece di carne e pesce, oltre che di bacche e frutti selvatici. Perciò, in generale Mozzi tende sempre a eliminare il glutine e a moderare il consumo anche di cereali privi di glutine, privilegiando spesso l’assunzione di carne e pesce. È certamente interessante la sua idea che non tutti possano essere vegetariani: in effetti, la dieta priva di proteine animali non è ben tollerata da tutti. Però è anche vero che l’eccesso di grassi saturi, come quelli forniti appunto dalla carne, è causa di molte

patologie più o meno gravi. E poi, il nostro pianeta sarebbe in grado di tollerare un ulteriore aumento dell’allevamento intensivo?

Così si definisce il regime alimentare proposto dal dottor Mozzi: «una dieta facile da mettere in pratica, efficace e duratura nei risultati». Lo afferma lui stesso, ma lo dichiarano anche molti suoi pazienti. Non è semplice spiegare in poche parole di che cosa si tratta, perché Mozzi elabora un piano alimentare ad hoc soltanto dopo aver ascoltato molto bene il paziente, dopo avergli chiesto che cosa mangia, che cosa beve e quando (per esempio durante i pasti), se fa esercizio fisico. Il risultato è una dieta molto personalizzata, destinata a portare il malato non soltanto a correggere gli errori alimentari ma anche a riflettere sulle proprie abitudini di vita e a capire che, come afferma Mozzi, “la guarigione è dentro di noi e non deve provenire dall’esterno, da un farmaco”. Del resto, il Dr. Mozzi non ha mai prescritto farmaci a nessuno, limitandosi a curare con rimedi naturali e fitoterapici – lui stesso prepara oleoliti e tinture madri con le piante coltivate e spontanee dell’ecovillaggio.

Indicazioni generali sugli alimenti consigliati e sconsigliati in base al gruppo sanguigno.

Gruppo 0: cacciatore-raccoglitore - Dieta soprattutto carnivora, pochi farinacei. - Predisposizione a ulcere e malattie infiammatorie per l’eccesso di produzione di acido cloridrico. Bisogno di un esercizio fisico intenso. - Principali cibi NO: glutine di grano, mais, girasole e lenticchie (sì se germogliati), fagioli bianchi e rossi, patate, arachidi. - Cibi SÌ: frutti di mare, fegato, sale iodato alle alghe.

Gruppo A: agricoltore - Dieta soprattutto vegetariana e cerealicola. - Apparato digerente delicato a causa della scarsa produzione di acido cloridrico. - Sì alla ginnastica dolce e rilassante (per es. Tai Chi). - Principali cibi NO: grano in eccesso, patate, pomodori e melanzane, fagioli rossi, cavolo, carne e latticini in eccesso. - Cibi SÌ: legumi, prodotti fermentati, oli vegetali, soia e derivati.

Gruppo B: nomade - Dieta variegata. - Predisposizione alle malattie autoimmuni. Sì all’esercizio fisico moderato (per es. nuoto). - Principali cibi NO: pollo, arachidi, grano, mais e saraceno, lenticchie. Cibi SÌ: verdure, latticini, uova, carne.

Gruppo AB - Dieta più variata. - Predisposizione all’anemia. - Principali cibi NO: semi oleosi, burro, carne rossa, grano, mais e saraceno, fagioli rossi. - Cibi SÌ: tofu, ortaggi, pesce, latticini, alghe.

Sconsigliata a tutti i gruppi: carne di maiale.

Conclusioni

Se ne parla da qualche anno, ma ancora in pochi la conoscono e soprattutto regna ancora molto scetticismo. Tuttavia i fondamenti evoluzionistici e biologici non mancano, quindi abbiamo ritenuto opportuno mettere insieme un po’ di materiale e condividerlo. Riteniamo che le posizioni estreme siano sempre errate, ma un occhio di riguardo alla propria alimentazione, modulandola anche sulla base di una propria predisposizione genetica-biologica, sicuramente male non può fare! Fatevi sempre seguire da un esperto in nutrizione prima di effettuare cambi radicali della dieta!

Silvia Colizzi e Virginio Filippi. Ufficio stampa VirgGym

Categorie: Psicobiologia/Neuroscienze/Medicina

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